La Navigazione e Giovanni da Verrazzano

La Navigazione, riproduzione di uno dei bassorilievi delle Arti e Mestieri del Campanile di Giotto

La serie che ho realizzato dei bassorilievi in argento delle Arti e Mestieri riproduce le formelle del ciclo scultoreo del Campanile di Giotto. Fra essi c’è il bassorilievo della Navigazione che quest’anno è stato utilizzato come premio celebrativo nell’ambito dei festeggiamenti di quest’anno a Greve in Chianti per Giovanni da Verrazzano, che 500 anni fa scoprì la Baia di New York, il 17 aprile 1524. Qui potete vedere una foto della consegna dei premi commemorativi.

Merita approfondire la figura di questo grande navigatore, che per molto tempo è stato circondato dall’oblio, data la scarsezza delle notizie biografiche a suo riguardo e anche la sua morte prematura.

Per approfondire la figura di Giovanni consiglio la lettura dell’ottimo studio di Marco Hagge, Giovanni da Verrazzano Navigatore e gentiluomo.

La famiglia Da Verrazzano è originaria di Greve in Chianti, il ramo da cui provenne Giovanni si stabilì però a Firenze, dove oggi si trova via Ghibellina. Egli in gioventù fece molti viaggi nel mar Mediterraneo, facendo pratica nel porto Pisano e giungendo fino in Siria e al Cairo, e si distinse anche per le sua qualità di mercante. La spedizione più importante, quella che portò alla luce il territori da lui definiti “nuova Francia”, svolta per conto del re di Francia Francesco I, salpò il 17 gennaio 1524 con la nave chiamata Delfina e approdò alla costa occidentale degli Stati Uniti. Il documento più prezioso della vita di Giovanni è quello della bellissima e particolareggiata relazione del viaggio che egli scrisse per il re e che è stato smarrito per molto tempo, alimentando le lacune sulla figura del Navigatore. Quando venne ritrovato, furono fugate tutte le interpretazioni distorte della sua biografia.

Il racconto del viaggio invece fa luce sul carattere di questo navigatore, a buon diritto definito gentiluomo per l’atteggiamento dimostrato verso le tribù dei nativi con le quali entrò in contatto.

Egli toccò in sequenza le zone costiere che oggi corrispondono viaggiando fino al nord, al South Carolina, North Carolina, Washington, Delaware, e approdò nella Baia di New York, che egli battezzò Santa Margherita-Angouleme, il giorno di Pasqua, 17 aprile 1524. I nativi gli fecero una grande festa e gli indicarono il punto più sicuro per l’attracco che avvenne sull’isola che oggi sarà Manhattan. Egli passò nel punto dove sarebbe sorto secoli dopo il ponte intitolato al suo nome, che oggi collega Brooklin a Staten Island. La descrizione che egli fa dei popoli nativi è improntata al più grande rispetto, e alla meraviglia per i loro diversi usi e costumi. Egli non presenta mai queste terre come occasione di rapina, ma sembra sempre prevalere l’interesse del geografo e del naturalista.

Successivamente egli toccherà il Connecticut e il Massachussets, luogo detto “della mala gente” per la rudezza degli abitanti incontrati, giungendo fino alla Nuova Scozia al confine con il Canada. Partito per cercare un passaggio per i mercati dell’Asia, Giovanni Da Verrazzano si rese conto che esisteva un grandissimo continente del quale non si sospettava l’esistenza.

Oggi negli Stati Uniti Da Verrazzano è celebrato ogni anno per l’esplorazione della costa occidentale degli Stati Uniti che egli fece per primo. Due pietre del ponte da Verrazzano a New York sono state portate al castello da Verrazzano a Greve, in cambio di due pietre del castello da incastonare nel ponte.

Il mio bassorilievo della Navigazione è dunque un omaggio anche a questo grande navigatore che merita di essere ricordato.

La Navigazione, riproduzione di uno dei bassorilievi delle Arti e Mestieri del Campanile di Giotto

La serie che ho realizzato dei bassorilievi in argento delle Arti e Mestieri riproduce le formelle del ciclo scultoreo del Campanile di Giotto. Fra essi c’è il bassorilievo della Navigazione che quest’anno è stato utilizzato come premio celebrativo nell’ambito dei festeggiamenti di quest’anno a Greve in Chianti per Giovanni da Verrazzano, che 500 anni fa scoprì la Baia di New York, il 17 aprile 1524. Qui potete vedere una foto della consegna dei premi commemorativi.

Merita approfondire la figura di questo grande navigatore, che per molto tempo è stato circondato dall’oblio, data la scarsezza delle notizie biografiche a suo riguardo e anche la sua morte prematura.

Per approfondire la figura di Giovanni consiglio la lettura dell’ottimo studio di Marco Hagge, Giovanni da Verrazzano Navigatore e gentiluomo.

La famiglia Da Verrazzano è originaria di Greve in Chianti, il ramo da cui provenne Giovanni si stabilì però a Firenze, dove oggi si trova via Ghibellina. Egli in gioventù fece molti viaggi nel mar Mediterraneo, facendo pratica nel porto Pisano e giungendo fino in Siria e al Cairo, e si distinse anche per le sua qualità di mercante. La spedizione più importante, quella che portò alla luce il territori da lui definiti “nuova Francia”, svolta per conto del re di Francia Francesco I, salpò il 17 gennaio 1524 con la nave chiamata Delfina e approdò alla costa occidentale degli Stati Uniti. Il documento più prezioso della vita di Giovanni è quello della bellissima e particolareggiata relazione del viaggio che egli scrisse per il re e che è stato smarrito per molto tempo, alimentando le lacune sulla figura del Navigatore. Quando venne ritrovato, furono fugate tutte le interpretazioni distorte della sua biografia.

Il racconto del viaggio invece fa luce sul carattere di questo navigatore, a buon diritto definito gentiluomo per l’atteggiamento dimostrato verso le tribù dei nativi con le quali entrò in contatto. Egli toccò in sequenza le zone costiere che oggi corrispondono viaggiando fino al nord, al South Carolina, North Carolina, Washington, Delaware, e approdò nella Baia di New York, che egli battezzò Santa Margherita-Angouleme, il giorno di Pasqua, 17 aprile 1524. I nativi gli fecero una grande festa e gli indicarono il punto più sicuro per l’attracco che avvenne sull’isola che oggi sarà Manhattan. Egli passò nel punto dove sarebbe sorto secoli dopo il ponte intitolato al suo nome, che oggi collega Brooklin a Staten Island. La descrizione che egli fa dei popoli nativi è improntata al più grande rispetto, e alla meraviglia per i loro diversi usi e costumi. Egli non presenta mai queste terre come occasione di rapina, ma sembra sempre prevalere l’interesse del geografo e del naturalista.

Successivamente egli toccherà il Connecticut e il Massachussets, luogo detto “della mala gente” per la rudezza degli abitanti incontrati, giungendo fino alla Nuova Scozia al confine con il Canada. Partito per cercare un passaggio per i mercati dell’Asia, Giovanni Da Verrazzano si rese conto che esisteva un grandissimo continente del quale non si sospettava l’esistenza.

Oggi negli Stati Uniti Da Verrazzano è celebrato ogni anno per l’esplorazione della costa occidentale degli Stati Uniti che egli fece per primo. Due pietre del ponte da Verrazzano a New York sono state portate al castello da Verrazzano a Greve, in cambio di due pietre del castello da incastonare nel ponte.

Il mio bassorilievo della Navigazione è dunque un omaggio anche a questo grande navigatore che merita di essere ricordato.