Tondo Pitti

Riproduzione in argento del bassorilievo marmoreo di Michelangelo Buonarroti, eseguito tra il 1503 e il 1504 circa e collocato nel Museo nazionale del Bargello a Firenze.

Un’opera che rimane nel cuore 

Quando ci si avvicina alle opere d’arte si pensa sempre che il committente sia un ricco mecenate o un principe che, per dimostrare il suo potere, favorisse la realizzazione di opere divenute immortali, come la fama da lui così acquisita.
In questo caso l’opera fu commissionato da Bartolomeo di Silvestro di Roberto Pitti, operaio di Santa Maria del Fiore.
L’opera rimase incompiuta ma per questo assai affascinate.
Come nell’opera originale, anche nella riproduzione in argento, si può notare la grande arte di Mauro che ripercorre con tutti i “tocchi” dello scalpello di Michelangelo permettendo di individuare le varie lavorazioni e cambi di strumento usati sull’opera.
Una grande riproduzione che permette di possedere il respiro dell’arte e la potenza del suo creatore.

Tondo Pitti

Riproduzione in argento del bassorilievo marmoreo di Michelangelo Buonarroti, eseguito tra il 1503 e il 1504 circa e collocato nel Museo nazionale del Bargello a Firenze.

Un’opera che rimane nel cuore 

Quando ci si avvicina alle opere d’arte si pensa sempre che il committente sia un ricco mecenate o un principe che, per dimostrare il suo potere, favorisse la realizzazione di opere divenute immortali, come la fama da lui così acquisita.
In questo caso l’opera fu commissionato da Bartolomeo di Silvestro di Roberto Pitti, operaio di Santa Maria del Fiore.
L’opera rimase incompiuta ma per questo assai affascinate.
Come nell’opera originale, anche nella riproduzione in argento, si può notare la grande arte di Mauro che ripercorre con tutti i “tocchi” dello scalpello di Michelangelo permettendo di individuare le varie lavorazioni e cambi di strumento usati sull’opera.
Una grande riproduzione che permette di possedere il respiro dell’arte e la potenza del suo creatore.