Allegoria dell’eterna
curiositĂ  umana

La Navigazione

Allegoria dell’eterna
curiositĂ  umana

La Navigazione

Il Ciclo scultoreo delle formelle del Campanile di Giotto

Simbolo dell’unione fra umano e divino nella Firenze del ‘300

Durante la riproduzione delle formelle del ciclo scultoreo del Campanile di Giotto quando ho realizzato il bassorilievo della Navigazione questa raffigurazione mi ha ricordato le vicende del navigatore Giovanni da Verrazzano, esploratore di origini chiantigiane.
Partito per cercare un passaggio per i mercati dell’Asia, Giovanni Da Verrazzano si rese conto che esisteva un grandissimo continente del quale non si sospettava l’esistenza.
Il documento più prezioso della vita di Giovanni è quello della bellissima e particolareggiata relazione del viaggio che egli scrisse per il re e che è stato smarrito per molto tempo. Il racconto del viaggio fa luce sul carattere di questo navigatore, a buon diritto definito gentiluomo per l’atteggiamento dimostrato verso le tribù dei nativi con le quali entrò in contatto. La descrizione che egli fa dei popoli nativi dimostra grande rispetto, e alla meraviglia per i loro diversi usi e costumi. Egli non presenta mai queste terre come occasione di rapina, ma fa’ sempre prevalere l’interesse del geografo e del naturalista.
HIDDEN
leggi di piĂš...
La famiglia Da Verrazzano è originaria di Greve in Chianti, il ramo da cui provenne Giovanni si stabilì però a Firenze. Egli in gioventù fece molti viaggi nel mar Mediterraneo, facendo pratica nel porto Pisano e giungendo fino in Siria e al Cairo, e si distinse anche per la sua qualità di mercante. La sua spedizione più importante, fu quella che portò alla luce i territori da lui definiti “nuova Francia”, svolta per conto del re di Francia Francesco I, salpò il 17 gennaio 1524 con la nave chiamata Delfina e approdò alla costa occidentale degli Stati Uniti.
Lo scrittore e giornalista Marco Hagge in occasione dell’anniversario dei 500 anni dalla scoperta della baia di New York ha scritto un’ottima biografia di questo navigatore e gentiluomo di cui vi consiglio la lettura.
Oggi negli Stati Uniti Da Verrazzano è celebrato ogni anno per l’esplorazione della costa occidentale degli Stati Uniti che egli fece per primo. Due pietre del ponte da Verrazzano a New York sono state portate al castello da Verrazzano a Greve, in cambio di due pietre del castello da incastonare nel ponte.

In occasione dei festeggiamenti svolti al castello Da Verrazzano in occasione dei 500 anni dalla scoperta della baia di New York, ho voluto rendere omaggio a questo navigatore, donando la mia riproduzione del bassorilievo” La navigazione” al Console Americano Daniela Ballard e all’attuale proprietario del castello Luigi Cappellini

Il Ciclo scultoreo delle formelle del Campanile di Giotto

Simbolo dell’unione fra umano e divino nella Firenze del ‘300

Durante la riproduzione delle formelle del ciclo scultoreo del Campanile di Giotto quando ho realizzato il bassorilievo della Navigazione questa raffigurazione mi ha ricordato le vicende del navigatore Giovanni da Verrazzano, esploratore di origini chiantigiane.
Partito per cercare un passaggio per i mercati dell’Asia, Giovanni Da Verrazzano si rese conto che esisteva un grandissimo continente del quale non si sospettava l’esistenza.
Il documento piÚ prezioso della vita di Giovanni è quello della bellissima e particolareggiata relazione del viaggio che egli scrisse per il re e che è stato smarrito per molto tempo.

Il racconto del viaggio fa luce sul carattere di questo navigatore, a buon diritto definito gentiluomo per l’atteggiamento dimostrato verso le tribù dei nativi con le quali entrò in contatto. La descrizione che egli fa dei popoli nativi dimostra grande rispetto, e alla meraviglia per i loro diversi usi e costumi. Egli non presenta mai queste terre come occasione di rapina, ma fa’ sempre prevalere l’interesse del geografo e del naturalista.

HIDDEN
leggi di piĂš...
La famiglia Da Verrazzano è originaria di Greve in Chianti, il ramo da cui provenne Giovanni si stabilì però a Firenze. Egli in gioventù fece molti viaggi nel mar Mediterraneo, facendo pratica nel porto Pisano e giungendo fino in Siria e al Cairo, e si distinse anche per la sua qualità di mercante. La sua spedizione più importante, fu quella che portò alla luce i territori da lui definiti “nuova Francia”, svolta per conto del re di Francia Francesco I, salpò il 17 gennaio 1524 con la nave chiamata Delfina e approdò alla costa occidentale degli Stati Uniti.
Lo scrittore e giornalista Marco Hagge in occasione dell’anniversario dei 500 anni dalla scoperta della baia di New York ha scritto un’ottima biografia di questo navigatore e gentiluomo di cui vi consiglio la lettura.
Oggi negli Stati Uniti Da Verrazzano è celebrato ogni anno per l’esplorazione della costa occidentale degli Stati Uniti che egli fece per primo. Due pietre del ponte da Verrazzano a New York sono state portate al castello da Verrazzano a Greve, in cambio di due pietre del castello da incastonare nel ponte.

In occasione dei festeggiamenti svolti al castello Da Verrazzano in occasione dei 500 anni dalla scoperta della baia di New York, ho voluto rendere omaggio a questo navigatore, donando la mia riproduzione del bassorilievo” La navigazione” al Console Americano Daniela Ballard e all’attuale proprietario del castello Luigi Cappellini.