Sposalizio della Vergine

Riproduzione in argento del dipinto a olio su tavola di Raffaello Sanzio, datato 1504 e conservato nella Pinacoteca di Brera a Milano. È firmato “Raphael Urbinas” e datato “MDIIII”. Si tratta di una delle opere più celebri dell’artista, che chiude il periodo giovanile e segna l’inizio della fase della maturità artistica.

Respirando la città ideale del Rinascimento

L’emozione di possedere ciò che da secoli è ritenuto l’ideale della bellezza espressa in forme artistiche, la riproduzione di un’opera unica del genio Raffaello da Urbino.
In un atmosfera irreale in cui domina uno spazio dalle perfette rispondenze prospettiche il pittore comunica il suo autografo nel punto “in cui l’occhio si posa”, come avrebbe potuto affermare il maestro Giorgio Vasari, cioè al centro del dipinto proprio sull’edificio che impera sulla scena.

In primo piano una delle più importanti riproduzioni: lo sposalizio della Vergine.
Raffaello fa un percorso evolutivo con la sua opera rispetto alle raffigurazioni precedenti e in primis a quella del suo maestro Perugino.
Il suo racconto è leggiadro e la disposizione delle figure in primo piano e in un leggero semicerchio completano l’armonia con lo sfondo.
Il dolce e giovane volto di Maria ci riporta alla corretta narrazione dell’episodio sacro che la vede sposa al compimento del quattordicesimo anno.
Il sommo Sacerdote convoca i discendenti celibi di Davide per maritarla. I rami portati da ciascuno sono posti sull’altare: sarà scelto colui il cui ramo fiorirà miracolosamente.
Nel dipinto di Raffaello raffigura Giuseppe con il suo bastoncino fiorito e, ai lati del sacerdote e degli sposi, le compagne di Maria nel Tempio e i pretendenti delusi.

Sposalizio della Vergine

Riproduzione in argento del dipinto a olio su tavola di Raffaello Sanzio, datato 1504 e conservato nella Pinacoteca di Brera a Milano. È firmato “Raphael Urbinas” e datato “MDIIII”. Si tratta di una delle opere più celebri dell’artista, che chiude il periodo giovanile e segna l’inizio della fase della maturità artistica.

Respirando la città ideale del Rinascimento

L’emozione di possedere ciò che da secoli è ritenuto l’ideale della bellezza espressa in forme artistiche, la riproduzione di un’opera unica del genio Raffaello da Urbino.
In un atmosfera irreale in cui domina uno spazio dalle perfette rispondenze prospettiche il pittore comunica il suo autografo nel punto “in cui l’occhio si posa”, come avrebbe potuto affermare il maestro Giorgio Vasari, cioè al centro del dipinto proprio sull’edificio che impera sulla scena.

In primo piano una delle più importanti riproduzioni: lo sposalizio della Vergine.
Raffaello fa un percorso evolutivo con la sua opera rispetto alle raffigurazioni precedenti e in primis a quella del suo maestro Perugino.
Il suo racconto è leggiadro e la disposizione delle figure in primo piano e in un leggero semicerchio completano l’armonia con lo sfondo.
Il dolce e giovane volto di Maria ci riporta alla corretta narrazione dell’episodio sacro che la vede sposa al compimento del quattordicesimo anno.
Il sommo Sacerdote convoca i discendenti celibi di Davide per maritarla. I rami portati da ciascuno sono posti sull’altare: sarà scelto colui il cui ramo fiorirà miracolosamente.
Nel dipinto di Raffaello raffigura Giuseppe con il suo bastoncino fiorito e, ai lati del sacerdote e degli sposi, le compagne di Maria nel Tempio e i pretendenti delusi.